31 OTTOBRE 2026 · EDIZIONE CATE · 5 / 10

Il giornale del mattino

Lavoro, gli occupati calano leggermente sul mese ma aumentano sull’anno

Economia e lavoro

RIELABORAZIONE CON IA · FONTI PUBBLICHE CONSULTATE

I dati Istat sul lavoro relativi a settembre, diffusi il 29 ottobre, mostrano un quadro misto. Le persone occupate sono circa 24 milioni e 328 mila: settemila in meno rispetto ad agosto, ma 198 mila in più rispetto allo stesso mese del 2025. Il tasso di occupazione per la popolazione fra 15 e 64 anni resta al 63 per cento.

Il tasso di disoccupazione è stabile al 6,3 per cento, mentre quello giovanile scende al 19,9 per cento. È importante non confondere questi indicatori. Il tasso di occupazione indica quante persone lavorano in rapporto alla popolazione di riferimento. Quello di disoccupazione considera chi non lavora ma sta cercando attivamente un impiego. Chi non lavora e non cerca occupazione rientra invece fra gli inattivi.

Un aumento degli occupati rispetto all’anno precedente è un segnale positivo, ma non dice da solo se i contratti siano stabili, se gli stipendi siano sufficienti o se le opportunità siano distribuite in modo equo tra territori e generazioni. Allo stesso modo, un piccolo calo mensile non basta a descrivere una crisi improvvisa: i dati vanno osservati su periodi più lunghi.

Il tema è particolarmente attuale perché la crescita dei prezzi sta comprimendo il potere d’acquisto. Per una famiglia non conta soltanto la presenza di un lavoro, ma anche quanto il reddito riesca a coprire le spese. Per questo, nei prossimi mesi, sarà utile leggere insieme i dati su occupazione, salari, inflazione e qualità dei contratti.