31 OTTOBRE 2026 · EDIZIONE TOMMASO · 2 / 10

Il giornale del mattino

Sciopero generale, cortei in decine di città: partecipazione e tensioni

ATTUALITÀ · 2 / 10

RIELABORAZIONE CON IA · FONTI PUBBLICHE CONSULTATE

Venerdì 30 ottobre l’Italia ha vissuto una giornata di sciopero generale e manifestazioni promossa dall’Unione sindacale di base. Lavoratori, studenti, pensionati e diversi movimenti sono scesi in piazza per protestare contro il costo della vita, la precarietà, le spese militari e il traffico di armamenti. Le manifestazioni si sono svolte in molte città, con iniziative anche nei porti. La giornata si inserisce in una mobilitazione più ampia che ha coinvolto lavoratori portuali di altri paesi europei.

La partecipazione è oggetto di stime discordanti. Gli organizzatori hanno parlato di oltre un milione di persone, mentre il Viminale ne ha conteggiate circa 255 mila. Sono cifre prodotte con metodi e interessi differenti: non vanno presentate come un unico dato verificato. In diverse piazze i cortei si sono svolti pacificamente. A Roma e Torino, invece, in alcuni momenti ci sono stati lanci di oggetti, interventi delle forze dell’ordine e impiego di idranti. Sono stati segnalati anche episodi di tensione a Mestre e Vicenza.

A Milano un corteo ha percorso un tratto della tangenziale est già chiuso al traffico. A Genova e in altri scali la protesta ha richiamato l’attenzione sui carichi militari e sulla sicurezza dei marittimi nelle zone di guerra. Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha rivendicato la tutela del diritto a manifestare e la necessità di isolare le condotte violente.

La distinzione da tenere è tra le ragioni politiche e sindacali della mobilitazione, il comportamento della maggioranza dei partecipanti e gli episodi di violenza attribuiti a gruppi specifici. La protesta pone anche una domanda di politica economica: come distribuire le risorse pubbliche tra servizi, salari, sicurezza e difesa in una fase di inflazione elevata?

Fonti e approfondimenti